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Buonasera al forum. Pongo un quesito che non mi fa dormire. Se ci fosse Cagliostro sarebbe il top.


Ho un debito di 12.365 € contratto con Unicredit e ceduto pro soluto ad una società di recupero, Fire, molto aggressiva. 


In questo momento sono disoccupato e nullatenente. Vivo nella abitazione di mia madre , disoccupata. 


Avendo lei avuto un bel lavoro fino 7 anni fa la nostra casa e modestamente arredata , non di lusso a parte 2 mobili , credo antichi di sua proprietà. 


L anno scorso ho chiuso , avendo avuto un lavoretto stagionale una posizione debitoria con BPM a saldo e stralcio.


Fire non si faceva sentire da un anno. Di colpo diffida ad adempiere e visita domiciliare di addetti Fire che mi dicono che faranno a breve decreto ingiuntivo. 


Ma io sono nullatenente e disoccupato. 


Vorrebbero un piccolo versamento ma io non ho davvero i soldi per mangiare


Abbiamo venduto tutto l oro di mia madre e da ottobre siamo sul lastrico. In buona fede jo mandato a Fire tutta la documentazione inerente la mia situazione x fare vedere che l anno scorso, avendo lavorato ho chiuso subito una posizione debitoria. 


Che mi può accadere non avendo un centesimo? 


 


Facessero un decreto arriverebbero ad un pignoramenti mobiliare presso la sua abitazione dove ho la residenza. Temo che per colpa mia possano pignorare , come si legge mobiletto porta TV, PC CGE mia madre USA per redigere contratti di affitto in quanto ex agente immobiliare, il divano.......


Qualcuno mi può aiutare.


Io avevo solo un auto, venduta perché non potevo mantenerla


Graziw

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C’è gentilmente qualcuno. Credo mi venga un infarto

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Premesso che cagliostro è andato al cesso è non è più tornato,e CHE IL MOBILIO NON INTERESSA NESSUNO.


 


Il consiglio è lascia perpere perche non hai niente da perdere,e il decreto nulla farà guadagnare ai recuperatori.Più carte mandi più li stuzzichi,e meno dormi.

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Nella mia condizione faranno un decreto secondo te?

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Buonasera. Nel 2009 chiedevo un prestito tramite dealer di Unicredit; il prestito viene concesso senza alcuna garanzia richiesta dopo che da Unicredit ha visto che sono dipendente pubblico (per euro 830 al mese in quel tempo). Ecco arrivare la prima sorpresa: il prestito viene erogato in tre tempi diversi, causando tre prestiti e tre rid. Su 830 euro su cui già attiva la cessione del V°, fido e prestito di Intesa (dove avevo il conto) con rid 70 euro, si aggiungono tre rid di Unicredit per euro 96 +70+161. Nessuna volontà di Unicredit a consolidare prestito e rid per loro problemi interni ma così non è stata rispettata la legge che prevede il non superamento del 35 % di trattenute sullo stipendio netto. Da settembre 2011 non sono più riuscito a pagare i rid Unicredit; di 8.000 euro ricevuti avevo restituito euro 5.100 su lordo di euro 12.000 circa. Non sento nessuno, a parte le solite lettere (non A/R) e telefonate minatorie anche sul telefono aziendale, fino a giugno 2016 quando arriva la 1° busta verde A/R col decreto ingiuntivo da Danubio e Cerved che hanno proposto al Giudice. Viene proposto al Giudice il recupero per la somma di euro 12.000 interi, non riconosciute da Unicredit euro 5.100 prelevate via rid dal mio conto, visibili sull’estratto conto mio e di Unicredit; delle due richieste fatte al Giudice, lo stesso ne concede una sola e tempo 40 giorni per la soluzione tra le parti o prelievo forzoso. Non ricevo più alcuna comunicazione malgrado la mia volontà di offrire prima euro 5.000, poi 7.500 (un tot al mese ovviamente) che avrebbero valutato e fatto sapere. Ad aprile 2018 arriva la seconda busta verde A/R con riportato ’copia e incolla’ il testo della precedente, esclusa la data di aprile 2018 e la somma che ora è di 14.225 euro. Non ho beni intestati tranne il solo stipendio; già attiva cessione del V°; nessun altro prestito in essere; nessun fido o prestito per segnalazione ’sofferenza’; anche se potessi chiudere a saldo e stralcio resta iscritta in sofferenze la quota di differenza non restituita; emerge un aspetto di truffa perchè in Banca d’Italia la somma reale non è 12.000 euro ma circa 8.000 euro (che devono essere dimostrati) e se aggiungiamo che si sono intascati già 5.100 euro via rid direi che la truffa c’è; oggi 10 maggio 2018 ricevo anche una gentile mail cui mi invitano a contattare una delle loro sedi per notizie che mi riguardano e proseguono con parole estremamente gentili (che mi sanno di falso). Io non intendo contattare nessuno. Inoltre per legge dopo 90 giorni il decreto ingiuntivo, se tardivo o non avviato, risulta nullo e qui da giugno 2016 ad aprile 2018 sono trascorsi 22 mesi. Il peggio è che ciò è un aspetto nettamente civile ed io non ho un legale e non trovo nessun legale qui a Milano che mi dia un aiuto. Purtroppo con sole 1.000 euro mensili e bloccata ogni richiesta di prestiti mi diventa difficile dare 2.500 - 3.000 euro per intero ad un avvocato e non ho diritto al patrocinio gratuito. Cosa posso fare? Fino a che punto mi devo preoccupare? Grazie molte per Vostro eventuale consiglio o supporto.


Paolo di Milano, gradite risposte via mail a poetapittore@libero.it 


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